Inchieste Giornalistiche

Un osservatorio indipendente che indaga temi complessi e poteri nascosti per promuovere consapevolezza e riflessione critica

Una storia di contratti bancari, usura, anatocismo, perizie econometriche e tentativi di recuperare somme ritenute indebitamente pagate agli istituti di credito. Quando una crisi aziendale porta a interrogarsi sul rapporto tra imprese, banche e giustizia civile

Un incontro casuale che cambia il corso degli eventi

(Tratto dal libro “Io non mi uccido”)

Raramente entro in un bar non essendo un consumatore né di caffè né di alcolici.

Quella mattina entrai da “Caffè e Latte” per prendere qualche cosa da mangiare, in quanto avevamo deciso di utilizzare la pausa pranzo per dare una sistemata al negozio di Fermo dopo una mattinata di vendita promozionale e dopo “l’attraversamento degli unni” pronti a contendersi anche l’ultimo degli articoli venduti a prezzi di realizzo.

Rimasi sorpreso nell’incontrare Federica, una mia compagna di scuola.

Tra un ricordo e l’altro il discorso finì sulle rispettive occupazioni professionali.

Appresi con sorpresa che prestava lavoro in uno studio di consulenza legale e amministrativa che aveva la sede proprio difronte al nostro negozio di Fermo e che era specializzato nel controllo dei contratti bancari e nel recupero delle somme indebitamente versate.

Controllo dei contratti bancari e consulenza sul diritto bancario

Mi recai quindi in questo stabile dove al primo piano esistevano due porte d’ingresso su cui campeggiavano due targhe:

  • OMNIA UFFICIO LEGALE
  • OMNIA DIREZIONE

Entrai in questa seconda porta.

Federica mi presentò il titolare dello studio, un tale Angelo Verini, che enfatizzò la forza della sua azienda nel fatto di avere alle proprie “dipendenze” diversi avvocati (il logo aziendale era appunto la tipica bilancia della giustizia) specializzati in diritto bancario.

La procedura era molto semplice e prevedeva il versamento di una somma iniziale per le attività di pre-analisi e poi il saldo, eventuale, solo nel caso fossero state accertate anomalie nei contratti bancari.

Perizie econometriche, anatocismo e usura bancaria

Portammo tutta la documentazione comprese tutte le chiusure trimestrali delle banche.

Dopo qualche giorno ci venne consegnato il “responso” dello “Studio Ferrini” di Gualdo in provincia di Macerata, specializzato nel rilascio di perizie econometriche per anatocismo e usura:

“E’ stato esaminato il c/c 2767 acceso presso BANCA DELLE MARCHE Filiale di FERMO e di seguito si riportano le conclusioni dell’analisi. Per questo conto sono state esaminate n. 50 chiusure trimestrali e n. 24 risultano essere casi di USURA, per sforamento del TEG rispetto ai TASSI SOGLIA vigenti tempo per tempo, con somme recuperabili pari a 52.659,44.

È stato esaminato il c/c 15 acceso presso BANCA POPOLARE DI ANCONA – Filiale di FERMO Via Zeppilli sono state esaminate n. 58 chiusure trimestrali e n. 39 risultano essere casi di USURA con competenze recuperabili pari a euro 75.952.

Anche nel contratto di leasing vennero rilevate diverse anomalie oltre all’ “usura”, anche pattizia, per l’applicazione di notevoli interessi moratori, e conseguente possibilità di recuperare somme pari a 192.935,45”.

Con le rivalutazioni potevamo quindi recuperare oltre 400.000 euro.

Recuperare interessi bancari: la scelta di agire

Decidemmo così di affidare alla Omnia le attività necessarie per rientrare di queste somme indebitamente pagate.

Con un ulteriore aggravio per le casse della società in quanto tutte le spese dovevano essere pagate in anticipo.

Spese che comprendevano anche:

“un eventuale ricorso al giudice civile”.

Una scelta che, in quel momento, sembrava rappresentare la possibilità concreta di riportare equilibrio in una situazione economica sempre più difficile.

Mediazione bancaria e tentativo di accordo

Per prima cosa vennero fatte delle mediazioni obbligatorie di fronte agli organismi di mediazione della Camera di Commercio.

E in questa sede ci furono presentati gli avvocati della Omnia:

  • Filippo Ciconte
  • Debora Senzacqua

Mediazioni che non arrivarono a nessun risultato.

Il ricorso al giudice civile contro le banche

La strada quindi che si apriva era quella del ricorso al giudice civile.

Cause che vennero istruite.

Cause che, come vedremo, non vedranno mai la fine.

Ed è proprio in quel momento che iniziò una fase ancora più complessa.

Perché quando una crisi economica si intreccia con il sistema bancario e con i tempi della giustizia civile, la sensazione è spesso quella di entrare in un percorso molto più lungo e difficile di quanto si possa immaginare.